Restauro degli ultimi due esemplari pittorici della Collezione Gioviana – Pinacoteca Civica

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Dopo parere e votazione all’unanimità del Consiglio Direttivo in data 23-01-2025, abbiamo formalizzato l’ennesima collaborazione con la Pinacoteca Civica mediante Art Bonus dedicata al restauro degli ultimi due esemplari pittorici della Collezione Gioviana di proprietà del Comune di Como e custoditi presso la Pinacoteca Civica: i ritratti di Cosimo de’ Medici e Pietro Bembo. Grazie alla nostra azione abbiamo completato la campagna di restauro di tutti i ritratti presenti in Pinacoteca

La Pinacoteca di Como custodisce il nucleo conosciuto più cospicuo appartenente alla cinquecentesca collezione dei ritratti degli uomini illustri di Paolo Giovio. Umanista e letterato, medico ed ecclesiastico, è uno dei personaggi che ha segnato la storia della città di Como.
A lui si deve l’invenzione del concetto moderno di “Museo”, inteso come un luogo dove collezionare, conservare ed esporre opere d’arte.
Nella sua villa affacciata sul lago, collezionò una vasta raccolta di ritratti che rappresentano gli uomini illustri del suo tempo e del passato: papi e re, imperatori e sultani, cardinali e nobili, letterati e condottieri.
La Pinacoteca conserva 38 ritratti originali della collezione e dal 2021 ha intrapreso un importante percorso di recupero e valorizzazione di queste opere, con l’obiettivo di renderle accessibili e farle conoscere sempre di più. Questa massiccia campagna di restauro ha permesso di recuperare quasi tutti i gioviani.
Per questo motivo la Pinacoteca ha deciso di ricorre all’Art Bonus per il restauro degli ultimi due dipinti: il ritratto di Cosimo de Medici e quello di Pietro Bembo.

Pietro Bembo
Il ritratto raffigura il cardinal Pietro Bembo, un personaggio molto in vista negli ambienti culturali romani, specialmente in quella corte pontificia medicea della quale faceva parte anche Paolo Giovio. Fu poeta annoverato tra i petrarcheschi ed ebbe la protezione dei Farnese successivamente ai Medici, esattamente come Giovio. Con molta probabilità dunque, Giovio lo conosceva personalmente.
Il ritratto, probabilmente dipinto dal vero, deve essere stato realizzato tra il 1539, data dell’elevazione del Bembo alla porpora cardinalizia e il 1546, data in cui il Giovio certifica di possederlo. Un’ipotesi attributiva è al momento difficile a causa delle condizioni conservative. Ci sono comunque analogie stilistiche con l’autore di un altro dipinto della Pinacoteca di Como, il ritratto di Giovan Giorgio Trissino, e si potrebbe dunque ipotizzare una stessa mano per entrambi i ritratti. Il restauro potrebbe far emergere ulteriori particolari utili per una ipotesi attributiva.

Cosimo de’ Medici

Il ritratto di Cosimo de Medici (Il vecchio) è tra i gioviani, uno di quelli di maggior importanza in termini di rilevanza del personaggio. Non poteva infatti mancare nella collezione di Paolo Giovio, il ritratto del capostipite della casata dei Medici, che oltretutto portava il nome del protettore più assiduo del Giovio stesso, quel Cosimo I duca di Firenze, presso cui morì appunto il vescovo comasco e che fece copiare per sé i ritratti del Museo oggi agli Uffizi.
Cosimo appare di profilo e vestito di un cappello e una toga rossa. Questa rappresentazione rientra nell’iconografia tradizionale di Cosimo la cui fisionomia è tratta da una serie di medaglie, a lui contemporanee. È dunque quasi certo che anche il dipinto comasco derivi da una di queste medaglie. La veridicità storica di questo ritratto è dunque di assoluta rilevanza.

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