Con la guida della curatrice e figlia dell’artista, Marina Uboldi. Per ricordare l’artista comasco, a vent’anni dalla scomparsa, la Biblioteca Comunale di Como ha esposto xilografie, acqueforti e un gruppo di ex libris ed alcuni esemplari di grafica libera che la figlia Marina ha donato all’Istituzione comasca.
Nella ricerca di una tecnica che mi consentisse una più facile espressione, ho finito col dare la preferenza all’incisione, e personalmente ritengo che il gioco contrastante del bianco nero, graficamente ottenuto, sia un linguaggio che talvolta riesce più immediato e forte di quello del colore. E se i risultati non possono logicamente riuscire spettacolari come quelli che la pittura o la scultura consentono, innegabili sono il fascino esercitato da questa tecnica un poco misteriosa, e le soddisfazioni intime che se ne traggono.
Ho notato inoltre che la maggioranza dei grafi ci è “figurativa” – ciò conferma la mia convinzione che chi pratica questo genere d’arte, che vincola in modo particolare al raccoglimento, alla costanza, alla disciplina di una tecnica rigorosa, appartiene a quella schiera di artisti che, fedeli ai valori umani dell’arte, si sentono più seriamente impegnati a trasmettere i loro messaggi di bellezza e di bontà a chi ha cuore e sentimento per ascoltarli.
Luigi Uboldi